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Il Lazzari capofila nel progetto FilòLab - Giovani sarti crescono

Creatività e fantasia valorizzando abiti e tessuti vecchi

Il 28 maggio si è concluso all'ITCS Maria Lazzari il primo corso del progetto “FilòLAB, moda sostenibile e comunicazione creativa”, un progetto che prende ispirazione dall'antica tradizione veneta del filò e la trasforma in una proposta educativa innovativa per la Generazione Z, ovvero i nativi digitali.

La nostra è un’epoca veloce: consumiamo in fretta vestiti, relazioni e persino sogni. Lo scroll continuo sui social ci rende sempre più impazienti. FilòLAB nasce come risposta a questa accelerazione e propone il valore dei gesti consapevoli attraverso il lavoro manuale e l’attenzione ai dettagli. Un percorso in cui sguardo, mano e mente si collegano, portando grandi benefici psicofisici ed emotivi.

L'idea nasce da Marina Giardini, mamma di un adolescente frequentante l'istituto, laureata in Fashion Design presso l'Università di Mosca “Arte. Tecnologia. Design”, con una lunga esperienza nel settore del Made in Italy e una passione per il cucito creativo coltivata fin dall'infanzia.

Il progetto ha trovato la sua prima vera casa all'ITCS Maria Lazzari, grazie alla accoglienza e disponibilità della dirigente scolastica Donatella Salucci e di Maria Teresa Costantini, docente di Italiano, coordinatrice del progetto, che hanno sostenuto e accompagnato la realizzazione, assieme a Marina Giardini.

Protagonisti del percorso sono stati quattro ragazze e un ragazzo della classe 3D, giovani "always online" che per tredici settimane hanno scelto di dedicare oltre venti ore a un'attività completamente diversa: niente smartphone, ma aghi, fili, forbici, macchina da cucire, creatività e voglia di raccontarsi attraverso il proprio modo di vestire.

L'esperienza ha permesso ai partecipanti di riflettere sul valore del riuso, sull'impatto ambientale della fast fashion e sull'importanza dell'artigianato italiano. Felpe, jeans e magliette destinati a essere scartati perché usurati o danneggiati, hanno ricevuto una seconda chance. Attraverso il recupero creativo, ogni capo è diventato unico, pronto a raccontare una nuova storia insieme al suo proprietario.

Questa esperienza rappresenta solo il primo passo. Il progetto FilòLAB proseguirà infatti il proprio percorso con un corso presso l'Università Popolare di Camponogara e con attività pomeridiane rivolte agli studenti delle scuole medie del territorio veneziano grazie alla Fondazione di Venezia.

Queste le impressioni di due studenti: «Mi piaciuto un sacco questo corso perché mi sono spinta oltre i miei limiti di quello che sapevo fare» (Martina). «E ’stato bello scoprire come la mia mente tra tante idee possibili sceglieva quelle giuste per realizzare ciò che io volevo… ma la cosa più bella è stata a farlo con le mie compagne» (Carla).

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